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COS’È IL PAGERANK?

COS’È IL PAGERANK?

Il PageRank è un algoritmo di Link Analysis Ranking, basato sulla formula matematica: Questo algoritmo assegna “un peso numerico ad ogni elemento di un insieme di documenti ipertestuali, con lo scopo di misurare la sua importanza relativa all'interno della serie”. In altre parole, l’algoritmo di Google è la formula che analizza e determina la posizione di un sito web all’interno di una ricerca effettuata su Google stesso, o più semplicemente, un metodo per ordinare i risultati forniti dai motori di ricerca dal più rilevante al meno rilevante. E’ doveroso precisare che l’idea di un algoritmo di questo tipo è venuta ad un italiano: Massimo Marchiori, ideatore del motore di ricerca Hyper Search che basava i risultati non soltanto sui punteggi delle singole pagine, ma anche sulla relazione che lega la singola pagina col resto del web. Questo motore di ricerca, ha aperto la strada agli attuali motori di ricerca, in particolare a Google. Perché è nato il PageRank? Tra le milioni di pagine web presenti su Internet, la stragrande maggioranza delle persone che effettua delle ricerche sui motori di ricerca, non va al di là della prima pagina. Questo avvalora il fatto che qualsiasi gestore di un sito ambisce al posizionamento nella prima pagina di Google, da qui nasce la necessità di adottare dei criteri per determinare la rilevanza di una pagina web, che non siano manipolabili dal proprietario di quella pagina. Si parla di fattori SEO off page, cioè fattori esterni alla pagina, tra i più importanti troviamo: -I link provenienti dagli altri siti (e di conseguenza il PageRank ricevuto) -Gli apprezzamenti positivi delle persone che effettuano le ricerche -Come funziona il PageRank? Quando un utente inserisce una query, i nostri computer cercano delle pagine corrispondenti nell'indice, quindi restituiscono i risultati più pertinenti. La pertinenza viene stabilita tenendo in considerazione oltre 200 fattori, uno dei quali è il PageRank di una pagina specifica, quest’ultimo associa ad ogni pagina web un valore da 0 a 10.  Quando una pagina viene citata da altri siti mediante un link, in pratica è come se ricevesse un voto e di conseguenza aumenta il suo PageRank. Di quanto aumenta? Dipende dal PageRank del sito che inserisce il link e dal numero di link in uscita di quel sito. Le pagine web appena pubblicate hanno un valore pari a 0. Ogni 3 o 4 mesi però, Google aggiorna il valore del PageRank per ogni sito. Il valore può aumentare o diminuire in base ad alcuni criteri. Aumenta se il sito viene citato da alti siti, diminuisce in caso di penalizzazioni. Il segreto dell’algoritmo di Google. L’algoritmo di Google con il tempo è diventato molto più sofisticato e la versione più recente deve valutare molti fattori che prima non esistevano, per esempio: i social networks, lo spam, la duplicazione dei contenuti e la crescita esponenziale dei siti web. Rimane un algoritmo segretissimo: conoscere l’algoritmo di Google significherebbe capire esattamente quanto peso Google attribuisce ad ogni elemento di un sito per determinare la sua classifica all’interno delle ricerche effettuate da parte degli utenti. Esempi di pagine con un buon PageRank Wikipedia ha un PageRank pari a 7 per la versione italiana e pari a 9 per la versione internazionale. Infatti quando cerchiamo qualcosa su Google, quasi sempre troviamo tra i primi risultati una pagina di Wikipedia. Ovviamente il PageRank è fondamentale ma non è tutto. Infatti alcune pagine sono posizionate meglio di altre pur avendo un PageRank più basso. L’obiettivo di Google è migliorare l'esperienza degli utenti identificando i link di tipo spam e altre prassi che influiscono negativamente sui risultati di ricerca. I tipi migliori di link sono quelli basati sulla qualità dei contenuti.  

LA NUOVA ERA DEI MICROPROCESSORI NASCE DA INTEL E ALTERA

LA NUOVA ERA DEI MICROPROCESSORI NASCE DA INTEL E ALTERA

L’imminente uscita del nuovo chip di casa Intel rivoluzionerà il mercato dei microprocessori. Dopo l’annuncio dell’acquisto di Altera, come sua business unit per il valore di ben 16,7 miliardi di dollari, Intel uscirà a breve sul mercato con dei chip Xeon che integrano degli FPGA, delle soluzioni hardware programmabili via software. Tali FPGA, detti anche acceleratori, riescono a garantire prestazioni superiori in termini di tempo di esecuzione e di consumo energetico. Questa innovazione troverà applicazione principalmente nei data center che offrono servizi di cloud e nel sempre più emergente IoT (Internet of Things). Microsoft, per esempio, ha già sperimentato nell’ambito del progetto Catapult, conseguendo ottimi risultati, l’uso degli FPGA (di casa Altera prima dell’acquisto da parte di Intel) nei server per migliorare le prestazioni del suo motore di ricerca Bing. In pratica le query di ricerca vengono splittate tra i diversi nodi, che sono delle board contenenti diversi FPGA. La rivoluzione Intel sta nel portare CPU ed FPGA in un unico chip integrato, che sarà compatibile con i Socket Intel attualmente in commercio. Tale soluzione permette un ulteriore incremento delle prestazioni dovuto alla comunicazione on-chip che è di gran lunga migliore di quella off-chip che avviene negli attuali sistemi eterogenei, ovvero quei sistemi in cui una CPU divide il lavoro computazionale tra i diversi dispositivi di elaborazione del sistema, che possono essere FPGA, GPU e DSP. Tale comunicazione rappresenta il punto debole di tali sistemi. In conclusione, nel mercato dei microprocessori sarà censita una nuova era che porterà un importante supporto e forti vantaggi per diverse tecnologie emergenti che potranno giovare dei nuovi chip integrati, al momento realizzati dalla sola Intel.

RIVOLUZIONE CLOUD

RIVOLUZIONE CLOUD

Il “cloud” ha rappresentato una rivoluzione – tuttora in corso – nel mondo di Internet, sia per le persone che per le aziende. Perchè? Semplice: grazie al cloud, le persone e le aziende possono ora accedere a programmi e servizi tramite Internet che altrimenti richiederebbero ingenti risorse per funzionare. Questo è il cosiddetto “cloud computing”: l’offerta/fruizione di applicazioni e servizi tramite internet. Queste applicazioni sono installate in potenti servers ospitati in grandi data centers e sfruttano la potenza dei servers (e reti di servers) per operazioni che non sarebbero facilmente realizzabili se non a grandi spese. E’ il “cloud computing” a permettere alle persone ed alle aziende – anche alle aziende di piccolissime dimensioni – di accedere gratuitamente e bassissimi costi a programmi e servizi in passato accessibili soltanto a grandi aziende che avevano risorse per investire in un parco hardware e software e nel personale necessario. Un’azienda che vende prodotti potrebbe ad esempio aver bisogno di un programma di gestione delle vendite (come SalesForce) o di CRM (come Sage). Prima del cloud un’azienda avrebbe dovuto acquistare la costosa licenza per l’utilizzo del software, e poi mettere in piedi un team di esperti hardware e software per installare, configurare, testare, eseguire, proteggere, aggiornare il programma una volta acquistato. Ovviamente, piccole e medie aziende non avevano le risorse per poterlo fare o per farlo per tutti i programmi di cui avevano bisogno. Oggi invece, grazie al “cloud computing”, le aziende interessate a specifici servizi semplicemente affittano il servizio via cloud o pagano a consumo, sempre comunque accedendo tramite il cloud al servizio. Il programma che permette la fruizione del servizio ed i dati contenuti in esso sono accessibili via Internet all’azienda, ed eventualmente ai suoi utenti o clienti. I vantaggi del cloud per le aziende sono numerosi. Il fornitore del servizio cloud, chiamato “hosting service provider“, gestisce tutto ciò che riguarda hardware e software al posto dell’azienda. L’azienda accede al servizio e ai suoi dati via Internet, e si può così focalizzare soltanto sul proprio business, dimenticandosi di tutto il lato tecnico. Non si deve preoccupare più ad esempio di installare o aggiornare il programma. Inoltre, l’azienda può pagare solo le funzionalità necessarie: se non serve avere una specifica funzionalità, il costo del servizio è più basso. Gli aggiornamenti sono automatici, la scalabilità verso l’alto o verso il basso è semplice, e i dati sono duplicati in più data centers. Anche in caso di guasti tecnici o attacchi di hackers ai servers di un data center, l’hosting provider può recuperare e duplicare nuovamente i tuoi dati dai servers negli altri data centers. Ovviamente, questi vantaggi valgono anche per gli utenti privati. Quando ti affidi ad esempio ad un servizio cloud per archiviare i tuoi dati, non ti devi preoccupare della possibile perdita dei dati: sai che vengono duplicati più volte in più sedi geografiche diverse. E per molte delle tue attività quotidiane che svolgi tramite computer, ad oggi non sei obbligato a comprare un programma, ad installarlo, ad aggiornarlo, ad avere un computer potente per poterlo usare o un computer capiente per conservare tutti i dati che man mano accumuli nel tempo. E’ per questo che numerosissime attività oggi sono possibili per tutti, mentre in passato erano possibili solo a fronte di grandi spese e del possesso di computer potenti. E la tendenza è questa: sempre più il tuo computer si svuoterà di programmi e funzionerà invece solo come interfaccia per l’accesso a servizi cloud. E sempre più i tuoi dati, la tua musica, i tuoi video, i tuoi documenti saranno depositati in servers accessibili via cloud invece che nel computer di casa o in chiavette usb o in hard disk esterni. E non pensare che il cloud sia utile solo per dati di questo tipo. Ci sono infinite possibili utili applicazioni del cloud in situazioni di vita reali. Pensa invece ad esempio alla possibilità per un dottore, in caso di emergenza medica, di accedere alla tua cartella sanitaria via cloud per capire se sei allergico o meno a certi farmaci o effettuare una diagnosi migliore (sistemi nazionali di Electronic Health Records sono già disponibili in numerosi stati). Le grandi aziende di Internet sono state tra le prime a cavalcare la rivoluzione del cloud. Google si è lanciato nel cloud computing con numerosi servizi come Gmail e Google Docs. Anche lo sviluppo di Android è fortemente orientato al cloud, permettendoti di accedere alla posta elettronica, ai tuoi documenti direttamente dal dispositivo (smartphone o Tablet) su cui è installato. Google ha anche investito pesantemente in computers come Chromebook, che si appoggiano al cloud per quasi ogni possibile attività che tu voglia fare o di cui il computer ha bisogno per la manutenzione, l’aggiornamento e la sicurezza. Microsoft ha sviluppato la piattaforma Azure, puntando principalmente sui servizi per le piccole e medie imprese, e sta anche modificando la propria offerta software spingendo verso il cloud. L’ultima versione di Office 365 si appoggia al cloud per salvare i tuoi file direttamente nel cloud e renderli sempre disponibili dovunque, tramite connessione Internet. Anche Apple è stata tra i pionieri del cloud: non a caso iTunes, che sfrutta il cloud per salvare i tuoi file e gusti musicali, è la piattaforma leader nel mercato della musica digitale. Il cloud può essere usato per il backup dei tuoi dati, per l’archiviazione (il cosiddetto cloud storage), per la condivisione dei tuoi file con i tuoi contatti, per la collaborazione online su documenti, e per la gestione delle tue foto e dei tuoi file audio e video.

L’INNOVAZIONE DI SPEFFY PREMIATA AL FORUMCLUB 2016

L’INNOVAZIONE DI SPEFFY PREMIATA AL FORUMCLUB 2016

Numerosi seminari ed incontri, tutti caratterizzati da innovazione, tecnologia e da novità che rivoluzioneranno il mercato sportivo. Questo e molto di più è stato il ForumClub 2016, il Congresso ed Expo Internazionale su Fitness, Wellness, Piscine e Spa tenutosi a Bologna dal 18 al 20 Febbraio. Ed è proprio la sua natura innovativa che ha fatto sì che Speffy, il motore di ricerca per palestre, centri sportivi e spa, sia diventata per i partecipanti al Forum una novità tutta da scoprire. A contribuire alla curiosità destata dal nuovo prodotto, sono state la sponsorizzazione del seminario del famoso consulente marketing Alan Leach, e la brillante presentazione tenuta dal nostro CEO, Salvatore Rullo, dal titolo: “Come incrementare i risultati del tuo centro sul web con Speffy”. Il “rumore” fatto all’Expo, ha fatto sì che le grandi società del fitness, così come le federazioni sportive, si siano interessate a Speffy e siano pronte a diffonderlo ed ad intraprendere partnership commerciali. La nostra esperienza nel campo informatico unito all’idea di realizzare un prodotto software in ambito sportivo, ha dato vita a qualcosa che non c’era…e di cui, adesso che c’è, non si può fare a meno!                                                   CERCHI, SCEGLI, TI PRENOTI E TI ALLENI! #MakeSportEasy con speffy.com

COME MISURARE PIÙ INFORMAZIONI TRAMITE L'APP SALUTE PER IPHONE

COME MISURARE PIÙ INFORMAZIONI TRAMITE L'APP SALUTE PER IPHONE

Molte persone utilizzano l’applicazione "Salute" per iPhone o AppleWatch per misurare i loro passi o le distanze che hanno percorso durante la giornata, utilizzando effettivamente solo il 20% di quello che l'App può fare. "Salute" può fornirci un enorme numero di dati sanitari da raccogliere.Vediamo nello specifico come: Quando si apre l'applicazione Salute, verrà visualizzata una dashboard che mostrerà i dati raccolti: la distanza percorsa (a piedi e correndo) o le scalate del giorno, della settimana, del mese o dell’anno.                   Questa, però, è solo una parte dei dati raccolti che servono a misurare la vostra attività quotidiana. C'è molto di più! Se si tocca la scheda "Dati Sanitari", troverete una vasta gamma di altri dati che si possono aggiungere alla dashboard.                                                                                                                        Toccando la categoria "All" vi apparirà tutto quello che è possibile monitorare con l'applicazione Salute. Come si può vedere nel seguente screenshot, si possono aggiungere molte altre informazioni. Per esempio scegliendo la categoria Fitness, l’app sarà in grado di monitorare molto più che passi o scalate.    Nello specifico usiamo ora la categoria nutrizione come esempio di come impostare il monitoraggio. Questa categoria ha differenti dati che potremmo monitorare. Per esempio, se si clicca su "Caffeina" (un alimento di cui potremmo abusare), siamo in grado di tracciare la nostra assunzione di caffeina al giorno e aggiungerla alla dashboard. A differenza dei passi, naturalmente, il vostro iPhone non può sapere automaticamente quanta caffeina si beve in un giorno ma possiamo inserirlo a mano. Possiamo anche non inserire i dati con continuità giornaliera. Ci basterà cliccare su “Data” ed inserire tutte le dosi che si sono assunte fino a quel periodo.  Una volta aggiunta alla dashboard, si potrà visualizzare facilmente la nostra assunzione di caffeina e toccare su di esso ogni volta che vorremo aggiungere una nuova dose. Possiamo farlo con qualsiasi valore che vogliamo monitorare. Alcuni esempi di questo potrebbero includere attività come ciclismo e allenamenti, oppure la nutrizione come fibre, vitamine e l'assunzione di grassi, così come valori vitali tipo la pressione arteriosa, frequenza cardiaca, e altro ancora.   Alcuni dati possono essere inseriti automaticamente se si   dispone di un dispositivo Healthkit compatibile, come un fitness tracker, un monitor del sonno, o glucometro per il sangue. Fare clic sulla scheda "Fonti", per aggiungere altre applicazioni e dispositivi che si integrano con Healthkit. È possibile tenere traccia di tanti valori, dalla temperatura corporea allo zucchero nel sangue, se si dispone di una applicazione o un dispositivo compatibile con l’app Salute. Ci anche sono molte applicazioni che lavorano in cnnubio con l’app Salute, le puoi trovare facilmente sullo Store sotto la voce Salute. Ad esempio, troverete applicazioni che vi seguono nella corsa, applicazioni per personal trainer, monitor del sonno, programmi per il dimagrimento, applicazioni per l’alimentazione, e molto altro ancora. Per concludere, vi è la scheda Cartella Clinica. Se si ha una condizione allergica o patologie, in questa sezione potrete scrivere questi dati, come i numeri a cui chiamare per qualsiasi problema di salute. Tali numeri di emergenza possono essere contattati anche senza lo sblocco del telefono. Si può quindi accedere toccando "emergenza" in blocco schermo, e cliccando "Cartella Medica".   Come si può vedere, l'applicazione Salute può essere un assistente prezioso per monitorare la propria vita. Che si tratti di alimentazione, fitness, sonno o altri dati, utilizzando l’app Salute vi terrete traccia di tutto questo e molto di più, in modo da non avere più dubbi su quante calorie stiamo bruciando o se abbiamo mangiato abbastanza broccoli.  

SPEFFY AL FORUMCLUB 2016

SPEFFY AL FORUMCLUB 2016

Dal 18 al 20 febbraio Bologna ospiterà la 17° edizione del ForumClub, il Congresso ed Expo internazionale su Fitness, Wellness, Piscine e Spa. Le 150 aziende presenti, provenienti da ogni parte del mondo, daranno vita di sicuro a tre giorni di grande interesse, scanditi da un ricchissimo programma di eventi.Un evento business to business nel settore del Fitness e Wellness, fatto di idee, soluzioni concrete e strumenti per gestire la propria attività in modo efficace e redditizio. Ma ForumClub è anche altro, è uno sguardo all’innovazione, alla tecnologia, alle novità che potrebbero rivoluzionare il settore. L’innovazione in ambito sportivo chiama… Speffy risponde! Un’ondata di cambiamento e di entusiasmo è pronta a travolgere questa edizione del ForumClub. Speffy non poteva mancare un appuntamento tanto importante, un’occasione per presentare, a chi opera nel settore, il nuovo modo di gestire la propria attività, di darle visibilità con una vetrina sul Web, di incrementare quindi il proprio business. Il Web è ormai il “biglietto da visita” di un’attività, è da lì che parte la ricerca del tuo potenziale cliente. Non sfruttarne a pieno le potenzialità per rendere visibile il tuo centro è inconcepibile al giorno d’oggi. La risposta a tutto ciò è Speffy, il MOTORE DI RICERCA per Palestre, Centri Sportivi e Spa. L’iscrizione è totalmente gratuita e non c’è alcun costo di abbonamento. Speffy, oltre a semplificare la ricerca di un centro sportivo, permette all’utente di prenotare online l’attività che desidera. Ottimizza i tempi e accorcia le distanze con nuove tipologie di clienti che, altrimenti, non sarebbero mai arrivati nel tuo centro, non dimentichiamo poi il peso in termini di visibilità. Cosa aspetti allora? Vieni a scoprire tutti i vantaggi che apporterà alla tua attività entrare nel Club Speffy. Appuntamento a Bologna, al ForumClub, il 18, 19 e 20 Febbraio. Siamo allo Stand 43. #Makesporteasy con speffy.com

FACEBOOK AT WORK È FINALMENTE DISPONIBILE: ECCO COME FUNZIONA

FACEBOOK AT WORK È FINALMENTE DISPONIBILE: ECCO COME FUNZIONA

Facebook at Work, la piattaforma di cui si parla ormai da un paio di anni, progettata da Facebook per sostituirsi ad applicazioni già molto valide come Slack, ha debuttato ufficialmente in questi giorni. La nuova piattaforma sarà completamente separata dalla sua iterazione dedicata alla vita personale; si accederà da un indirizzo dedicato e da un’App separata da quella che usiamo tutti i giorni (la versione per iOS è già disponibile sull’App Store americano). Le aziende potranno registrarsi sulla piattaforma, dopodiché i dipendenti avranno la possibilità di creare il loro profilo aziendale, che potrà essere legato a quello personale (ma che rimarrà separato nell’uso). Le utilità di Facebook At Work sono numerose: prima di tutto costituisce un mezzo per far sì che i colleghi interagiscano in maggior misura, inoltre è uno strumento di comunicazione interno che favorisce la privacy dell’azienda (parlare di progetti aziendali con un account personale potrebbe rivelarsi poco sicuro). Infine favorisce la collaborazione tra dipendenti che, attraverso i profili e le descrizioni dei colleghi, sapranno trovare la persona adatta ad un lavoro in fase di avviamento. Il sito ufficiale del progetto, work.fb.com, è stato aggiornato di recente e tutte le aziende, dopo una prima fase di test riservata a un gruppo ristretto di piccole e grandi aziende, hanno la possibilità di creare un account e invitare tutti i propri dipendenti, creando così dei gruppi di lavoro direttamente all’interno di Facebook. Che ne pensate di questa nuova piattaforma? Secondo voi potrà giovare all’ambiente lavorativo l’utilizzo di un social network interno?

TVOS: PIÙ DI 3.000 APPLICAZIONI

TVOS: PIÙ DI 3.000 APPLICAZIONI

L’abilitazione della nuova Apple TV al software di terze parti sta suscitando sempre più curiosità da parte di sviluppatori Mobile. E possiamo notare come sono giochi ad aver la meglio, sia in termini di programmazione, che di download da parte degli utenti. I primi dati relativi all’App Store della nuova Apple TV sono stati pubblicati da AppFigures, in base al monitoraggio dei download dal rilascio della nuova Apple TV. Al momento, il negozio online vede più di 3000 App disponibili, con una crescita di qualche centinaio alla settimana. In confronto, il primo App Store per smartphone del 2008 ha segnato 500 App al lancio, arrivando a 15.000 sei mesi più tardi. Una crescita stimata più contenuta, ma in proporzione coerente, poiché il set-top-box ha ovviamente minore diffusione rispetto a smartphone e tablet. Sul fronte dei guadagni, al momento pare non si abbiano dati sufficienti per stimarne la sostenibilità nel lungo periodo. A oggi, così come spiegato da TouchArcade, il download delle App a pagamento per Apple TV può portare a guadagni di circa 100 dollari nelle giornate migliori. Per il futuro bisognerà quindi cercare di capire quale strategia Cupertino avrà in serbo per spingere lo Store. Da un lato vi è il modello di App Store classico, dall’altro quello di Mac App Store, più contenuto rispetto ai rivali mobile. Uno di questi fronti, come sottolineato da MacRumors, è quello dell’advertising: al momento le applicazioni di tvOS non presentano pubblicità e, di conseguenza, l’unico modo affinché lo sviluppatore possa guadagnare oltre il download, sono gli acquisti in-App. Interessante notare, tuttavia, come ben il 39% di tutte le App scaricate siano a pagamento: le più gettonate sono quelle da 0,99 dollari, con una media totale inferiore ai 4,99. Senza troppe sorprese, i giochi sono al top delle preferenze degli utenti: compongono il 38% di tutti i titoli disponibili per Apple TV. Tra le categorie più scaricate, oltre ai videogame che dominano l’universo di App Store, ottime performance anche per l’intrattenimento, con Netflix e Hulu in prima fila, ma anche per l’istruzione e il tempo libero.

D-WAVE 2X - IL NUOVO COMPUTER QUANTISTICO DI GOOGLE

D-WAVE 2X - IL NUOVO COMPUTER QUANTISTICO DI GOOGLE

Da circa due anni, il team Google Quantum AI ha avviato avanzate ricerche per dimostrare che un computer quantistico è in grado di risolvere problemi di ottimizzazione ad una velocità molto superiore a quella dei computer tradizionali. L’azienda di Mountain View ha ora pubblicato i primi risultati positivi ottenuti con il D-Wave 2X, ospitato dalla NASA nell’Ames Research Lab in California. Un computer quantistico è un nuovo dispositivo per il trattamento e l’elaborazione delle informazioni che per eseguire operazioni si basa sulla meccanica quantistica. La meccanica quantistica o fisica quantistica è la teoria fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni con particolare riguardo ai fenomeni caratteristici della scala di lunghezza o di energia atomica e subatomica. Invece di utilizzare i bit dei classici computer, convenzionalmente indicati dalle cifre 0 ed 1, un computer quantistico utilizza i qubit, ovvero quantum bit o bit quantistico. Le informazioni vengono dunque codificate dallo stato quantistico di una particella o di un atomo. Tuttavia, né la manipolazione controllata di atomi e particelle né la loro reciproca comunicazione né infine la stesura di algoritmi adatti allo scopo sono obiettivi facili da raggiungere nel calcolo quantistico. Il D-Wave 2X è un sistema di calcolo quantistico costituito da un processore con oltre 1.000 qubit che opera ad un temperatura prossima alla zero assoluto. Il computer può quindi valutare tutte le 21000 possibili soluzioni simultaneamente, trovando quella ottimale con prestazioni 600 volte superiori a quelle dei computer tradizionali. Il chip, denominato quantum annealer, viene sfruttato per risolvere problemi di ottimizzazione, molto frequenti nel campo del machine learning e dell’intelligenza artificiale. Google afferma che per problemi che coinvolgono quasi 1.000 variabili binarie, il quantum annealing del computer quantistico supera nettamente il simulated annealing del computer tradizionale con prestazioni circa 100 milioni di volte superiori. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=-LhPE6FpJYk[/youtube] Ovviamente c’è ancora molto da lavorare in questa tecnologia, ma siamo fiduciosi nello sviluppo e miglioramento di questa nuova tecnologia che può portare a grossi passi in avanti ad applicazioni come l’intelligenza artificiale, la simulazione di intere missioni spaziali e la gestione del traffico aereo.

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