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MASDAR CITY: FACCIAMO UN GIRO NELLA “CITTÀ DEL FUTURO”
A diciassette chilometri a sud-est di Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti si trova Masdar City. Da lontano, sembra un piccolo business park che è stato sradicato da un sobborgo e piantato nel deserto. Entrando in città però, si percepisce subito che Masdar rappresenta il futuro della vita urbana sostenibile. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=Llzq9YMsPP8[/youtube] A pochi metri di distanza, sulla sabbia del deserto la temperatura arriva a 35°C. Qui, per le strade di Masdar, la temperatura è di 20°C. La differenza è per il modo in cui la città è stata costruita: una torre di 45 metri di altezza aspira l'aria dall'alto e spinge l’aria fresca verso le strade. La città è leggermente sollevata dalla terra, gli architetti dicono che raffredda l'aria. Inoltre, gli edifici si trovano vicini tra loro, a differenza degli Emirati Arabi, creando ombreggiate vie pedonali. "Quando si guarda l'intero concetto di Masdar nel 21° secolo, è lo stesso che la Nasa ebbe nel 20° secolo", dice Fred Moavenzadeh, il presidente del Masdar Institute per la Scienza e la Tecnologia (MIST). "Ha la stessa logica, la stessa filosofia. La Nasa ha messo un uomo sulla Luna per mostrare i punti di forza degli Stati Uniti in quel campo della tecnologia. E Masdar è stato sviluppato per dimostrare l'impegno di Abu Dhabi per pulire l'aria". Masdar è gestita da una società controllata dal governo di Abu Dhabi, è energeticamente efficiente e quasi senza auto: il progetto mira a dimostrare che le città possono essere sostenibili, anche in ambienti duri come questi. L'intera comunità è alimentata da un campo di 22 ettari di 87,777 pannelli solari più tutti i pannelli sui tetti degli edifici. Le automobili sono state sostituite da una serie di veicoli elettrici che traghettano i residenti intorno alla città. Il design delle pareti degli edifici ha contribuito a ridurre la domanda di aria condizionata del 55%. Non ci sono interruttori della luce o rubinetti: solo sensori di movimento che hanno tagliato il consumo di elettricità del 51% e l'utilizzo di acqua del 55%. Progettata dallo studio di architettura inglese Foster & Partners, con il contributo di artisti come Jean Marc Castera, gli edifici da lontano fanno guardare a Masdar come un cubo perfettamente battuto. Resta il fatto che gli studenti dell'università sono i soli residenti quindi Masdar non può essere definita un vero e proprio centro urbano. Ci sono una manciata di bar, un supermercato biologico, una banca e un'agenzia di viaggi. Ma i bar sono morti al di fuori degli orari dei pasti, e gli agenti di viaggio dicono che vendono solo ai docenti. Infatti, la città ha una lunga strada da percorrere prima che raggiunga quello che i suoi fondatori hanno sperato nel 2006. Allora, Masdar fu immaginata dal governo degli Emirati come il più grande insediamento a zero emissioni di carbonio al mondo. Entro il 2015, sarebbero dovuti esserci 50.000 abitanti e 40.000 pendolari. Sarebbero dovuti esserci mulini a vento che producono energia elettrica in loco, e verdure coltivate ai suoi margini. Sarebbero dovuti esserci un focolaio di imprese, con 1.500 nuove imprese verdi e start-up da 10.000 nuovi dipendenti, aggiungendo 2% al PIL di Abu Dhabi. Ma già nel 2010, la data di completamento fu rinviata al 2025. Ad oggi, il progetto non ha end-point programmato. Il progetto nasce nel 2006, quando una lettera arrivò sulla scrivania di Gerard Evenden, senior partner presso la società di Norman Foster. "Abbiamo ricevuto questa lettera di punto in bianco", Evenden ricorda. "Abu Dhabi stava cercando di costruire una città sostenibile, siete interessati a partecipare?" L'offerta era un cambiamento nel modo di pensare da parte del governo arabo. Quell'anno, Sua Altezza lo Sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan - presidente degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Abu Dhabi - ha avuto un'idea. Sapeva che la principale fonte di ricchezza di Abu Dhabi, il petrolio, sarebbe poi esaurito. Così ha chiesto ai suoi consiglieri di tracciare un piano a lungo termine che consentisse al Paese di diversificare la sua economia lontano da idrocarburi. La risposta: le energie rinnovabili. L'idea era costruire una città completamente funzionale, che ispirasse una migliore comprensione locale e maggiori investimenti in energia verde e sulla tecnologia, che Masdar potesse agire come un incubatore per una nuova generazione di imprenditori Emirati. A sua volta, questa nuova forza lavoro avrebbe accelerato sia la reincarnazione del Paese da un'economia di olio a uno basato su energie rinnovabili, sia allo stesso tempo aiutato a stimolare una popolazione locale a lungo coccolati da alti stipendi statali e sussidi. Purtroppo dal 2012 ad oggi i lavori di costruzione e implementazione si sono fermati. La città, per il momento, copre quattro chilometri quadrati. Alcuni edifici sono completamente vuoti e nelle strade si incontra il personale della sicurezza e quello delle pulizie, perché i pannelli fotovoltaici e le altre strutture devono essere protette dai danni provocati dalla polvere del deserto. Gli studenti, appena un centinaio, sembrano gli unici abitanti della città. Si dovrà ancora pazientare per vedere un vero sviluppo della zona, ma sarebbe politicamente impensabile abbandonare il progetto. Masdar, tuttavia, rappresenta un modello difficile da riprodurre poiché è troppo isolata e costosa ed è stata pensata principalmente come centro d’affari. Diverso invece il caso di Songdo, città pianificata in Corea del Sud, che è stata costruita per accogliere strutture pubbliche come scuole, centri culturali e campi sportivi. C’è da chiedersi se Masdar City sia destinata a restare un progetto lasciato a metà o possa davvero fare da traino per lo sviluppo tecnologico ed ecologico del territorio.
#STORIADIUNCANCELLETTO DIVENTATO HASHTAG
Raccontare storie di rivincita fa sempre bene al cuore... Oggi raccontiamo la rivincita di un Simbolo che, da tastino inesplorato sulla tastiera dei nostri cellulari anni ’90, considerato solo nel momento della chiamata anonima, ha affrontato le infinite insidie del Web fino a diventarne protagonista assoluto! Stiamo parlando della WebStar per antonomasia, l’Hashtag. L’Hashtag è ormai un fenomeno virale, dopo aver conquistato il suo posto tra le voci del vocabolario, dimora stabilmente in ogni profilo di ogni social in circolazione. Come per ogni creatura consacrata dal web il passo per diventare spesso solo una moda è breve. Creare Hashtag di fantasia, in chiave ironica, è ormai una pratica diffusa, nella quale si dilettano anche tantissimi personaggi famosi nei loro profili ufficiali. Ma non perdiamo di vista qual è la vera finalità di questo strumento. l’Hashtag è un Pass piccolo ma potentissimo che riesce a catapultarci, in un istante, in una Community i cui membri condividono lo stesso nostro interesse verso quel preciso argomento, un meeting dove confrontare le diverse idee che si concentrano intorno al tema dominante. Questo rende i social degli ottimi strumenti di ricerca, abbinando infatti al cancelletto qualsiasi contenuto di cui stiamo cercando informazioni ci troveremo di fronte ad un archivio delle discussioni in merito che hanno avuto luogo su quel social network. Insomma l’hashtag è ormai ovunque, anche oltre il web, tutti, chi più chi meno, sanno cosa sia, ora la questione è diventa un’altra: chi spiega alle nuove generazioni cos’è il cancelletto?
NISSAN IDS CONCEPT: IL FUTURO È A GUIDA AUTONOMA
Il 29 ottobre 2015 ha avuto inizio la 44esima edizione del “Tokio Motor Show”. Tante le novità nel settore automobilistico, ma tra tutte, la mattatrice dell’evento sembra essere l’innovativa casa Automobilistica nipponica. La Nissan con la sua “IDS Concept” mostra al mondo il futuro della guida autonoma. La IDS ha uno schermo simile ad un Ipad che all’attivazione della modalità di “guida autonoma”, compare al posto del volante (riduttivo chiamarlo tale, ndr ) e pensa a tutto in maniera autonoma, dopo di che bisogna solo godersi il viaggio. Il Concept presentato al Tokio Motor Show somiglia ad una Nissan Leaf in versione iper-aggressiva arrivata da un futuro lontano una decina d’ anni. Tale somiglianza ha senso, in quanto è anch’essa un’auto elettrica con una batteria di 60 kWh, ben il doppio della Leaf. È ultraleggera, grazie ad una carrozzeria che fa un uso abbondante di fibra di carbonio. L'auto del futuro Nissan oltre che ad essere dotata di sensori, telecamere ovunque e un software gestionale ultra-sofisticato, è anche in grado di adattare l'abitacolo a seconda del tipo di guida. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=h-TLo86K7Ck&feature=youtu.be[/youtube] La “killer app” di questa straordinaria vettura, è infatti è la facilita del passaggio dalla modalità di guida manuale a quella “pilotata” e viceversa, che si traduce in una trasformazione degli interni. I sedili ruotano in avanti, l'unità “iPad sorridente” se ne va, ed il volante salta fuori con un nuovo HUD. Attiva invece una volta attivata la modalità completamente autamatica, il volante lascia spazio all’ “iPad sorridente”, e gli elementi interni dell'abitacolo si riposizionano per favorire lo spazio interno ed il diagolo tra i passeggeri. Due interni differenti con il semplice tocco di un pulsante. Che intelligenza! Durante la guida manuale, l’auto è in una fase di continuo apprendimento dello stile di guida del conducente, in modo tale che al passaggio in modalità automatica, l’auto possa proseguire il viaggio senza far percepire alcuna differenza ai passeggeri a bordo. Anche se il conducente può intervenire con eventuali correzioni in qualsiasi momento, la Nissan afferma che non rilascerà un’auto con guida autonoma sul mercato, finché tale tecnologia non sarà sicura al 100% in modo tale da permettere al conducente di pensare a tutt’altro in totale sicurezza. La Nissan dice che questo è il futuro; auto a zero emissioni e zero fatalità. Chiamano tali tecnologie due zeri, e promettono che per il 2020 rilascerà sul mercato vetture dotate di tali tecnologie. Comincio a crederci!
MICROSOFT SURFACE BOOK: L’EVOLUZIONE DEI PC PORTATILI
Microsoft Surface Book, il primo 2-in-1 di casa Redmond, è finalmente arrivato, ma non in Europa per ora. E’ una vera e propria ridefinizione del concetto di laptop. Un agglomerato di versatilità design e potenza. Il primo nel suo genere che offre la comodità del touch, la precisione della penna e la professionalità del mouse. Oggi la Dasir Tech vi offre la visione del primo unboxing di questo straordinario ed innovativo prodotto: in particolare vedremo la versione con Intel Core i7, 16GB di RAM ed SSD da 512GB. A realizzare il video è stato Windows Central, acquistando il Surface Book in occasione dell'apertura del nuovo Flagship Store di Microsoft situato a New York. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=PAxD9qkElRQ[/youtube] Nel frattempo arrivi in Europa ecco a voi le specifiche del prodotto.
COME OTTENERE UN RISPARMIO ENERGETICO IMMEDIATO
“L'energia è essenziale per lo sviluppo economico e sociale e per il miglioramento della qualità della vita. Tuttavia gran parte dell'energia nel mondo viene prodotta e consumata con modalità che non potranno essere sostenibili se la tecnologia rimarrà immutata e se le quantità globali cresceranno senza controllo" Secondo quanto scritto nell’Agenda 21 (piano di azione per uno sviluppo sostenibile che guardi al XXI secolo), nonostante la disponibilità di energia sia requisito essenziale per lo sviluppo socio-economico, gli effetti negativi, causati dalle tradizionali tecnologie produttive, sui cambiamenti climatici sono in aumento. E’ necessario realizzare prodotti che con un minor consumo di energia primaria determinino prestazioni migliori; questa operazione richiede, ovviamente, ricerca e sviluppo con impegno di risorse, capitale, lavoro e materiali. Se da un lato gli impegni internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici sono già attivi, dall’altro è necessario incentivare gli utenti a modificare le loro abitudini di consumo e al sacrificio energetico che consentano anche di ottenere un risparmio energetico immediato. E’ possibile, quindi, senza intervenire su elementi strutturali, ristrutturazione, sostituzione e/o acquisti di nuovi elettrodomestici ed apparecchiature, adottare alcuni accorgimenti per consentire un elevato rendimento in elettricità, illuminazione, raffrescamento, riscaldamento ed acqua calda sanitaria, e quindi un risparmio energetico. I 10 “provvedimenti verdi”: Quando non state utilizzando il computer, anche per brevi periodi di tempo, spegnete lo schermo e utilizzate un salvaschermo nero, poiché questa tipologia utilizza meno energia; Staccare la spina delle attrezzature che non si utilizzano: anche i caricatori dei cellulari. E’ utile utilizzare una presa multipla in modo da disabilitare con un singolo gesto In presenza di adeguata illuminazione naturale o quando gli ambienti non sono utilizzati (ad es. aree di passaggio: corridoi, bagni, etc… ed aree esterne) tutte le luci vanno spente; Provvedete ad un programma di pulizia periodica degli impianti di illuminazione e di condizionamento; Evitate di utilizzare il condizionatore quando possibile e scegliete un livello di confort tra i 23°C ed i 25°C (nella maggioranza dei casi un ventilatore può fornire lo stesso livello di confort di un condizionatore); Non utilizzate tendaggi o veneziane a schermare le finestre e le superfici vetrate nelle giornate invernali, poiché le finestre forniscono luce naturale all’interno e permettono al calore del sole di entrare. Tenete le porte e le finestre chiuse quando gli impianti di riscaldamento e di raffrescamento sono attivi per evitare dispersioni; Chiudete il rubinetto mentre frizionate i capelli con lo shampoo, preparate altre stoviglie, etc. e utilizzate tazze di acqua per lavare i denti e radersi invece di lasciar scorrere l’acqua. Quando ci laviamo le mani, di solito utilizziamo poca acqua ma apriamo il rubinetto dell’acqua calda e dal rubinetto fuoriesce acqua a 20°C. Quando quella calda arriva, di solito chiudiamo il rubinetto e lasciamo che questa si raffreddi nelle tubazioni. L’ideale è, quindi, provare a lavarsi le mani con l’acqua fredda che sgorgherà comunque a 20°C dopo la permanenza nelle tubazioni; Preferite una doccia al bagno: una breve doccia costa meno, poiché si utilizza solo un terzo dell’acqua rispetto ad un bagno;
COME LE TECNOLOGIE DI INFOTAINMENT AUMENTERANNO LA SICUREZZA DELLE AUTO
Nel settore dell’automotive non è certo una novità il binomio tra tecnologia e sicurezza ma secondo l’ultimo osservatorio di UnipolSai 2015, la percezione dell’utilità d’utilizzo delle nuove tecnologie per migliorare la sicurezza degli occupati delle auto è aumentata drasticamente. Oggi, le auto sono sempre più connesse ed in futuro potranno interagire con le infrastrutture stradali e direttamente tra loro per scambiarsi dati come velocità, posizione, manovre di pericolo e tantissimo altro ancora. Grazie al sapiente utilizzo di sistemi di infotainment, dei sistemi di navigazione GPS e dei supporti alla connettività WiFi, le auto possono acquistare sicurezza offrendo agli occupanti un maggiore comfort durante gli spostamenti. Le auto, trasformante in una sorta di computer su quattro ruote, forniscono agli occupanti, per esempio, informazioni come lo stato di “salute” dell’auto, segnalando, cioè, eventuali problemi. Oltretutto grazie alla connettività ad Internet, è possibile rimanere aggiornati sul traffico piuttosto che sul meteo o su eventuali incidenti. Sarà possibile dunque rendere il proprio viaggio più confortevole ed al riparo da imprevisti. Grazie alla connettività ed ai servizi cloud, i moderni sistemi di infotainment possono scaricare in tempo reale dati riguardati le condizioni di traffico come eventuali code ed incidenti. Grazie poi ai nuovi sensori ottici sarà possibile dialogare con le infrastrutture stradali e con le auto vicine segnalando in anticipo situazioni di emergenza, eventuali ostacoli e tanto altro ancora. Le auto connesse, dei veri e propri computer su quattro ruote, forniscono anche informazioni puntuali sullo stato del veicolo avvisando gli occupanti delle manutenzioni e di tutti gli eventuali problemi di natura tecnica. Chi guida potrà, dunque, delegare una parte delle sue responsabilità a questi software e servizi che come dei fedeli copiloti aiuteranno in tutte le fasi della guida garantendo maggiore sicurezza e contestualmente anche minore stress. Le moderne auto connesse possono essere configurate anche per adattarsi ai diversi occupanti. Per esempio, i genitori potranno programmare l’auto affinché non superi un certo livello di prestazioni in maniera tale che un giovane neo patentato non debba incorrere in eccessi di velocità. Ma l’aspetto fondamentale dei moderni sistemi di infotainment è la loro espandibilità. In altri termini, grazie ai servizi cloud ed all’accesso alla rete, gli utenti potranno sempre aggiornarli per renderli più affidabili e ricchi di funzionalità. Inoltre, grazie agli sviluppatori, i moderni sistemi di infotainment possono essere dotati di applicazioni aggiuntive che possono migliorare i servizi a disposizione dell’utente. Di applicazioni ce ne sono di tutti i gusti, da quelle per la gestione dell’auto a quelle per l’intrattenimento. Ma l’aspetto fondamentale dei moderni sistemi di infotainment è la loro espandibilità. In altri termini, grazie ai servizi cloud ed all’accesso alla rete, gli utenti potranno sempre aggiornarli per renderli più affidabili e ricchi di funzionalità. Inoltre, grazie agli sviluppatori, i moderni sistemi di infotainment possono essere dotati di applicazioni aggiuntive che possono migliorare i servizi a disposizione dell’utente. Di applicazioni ce ne sono di tutti i gusti, da quelle per la gestione dell’auto a quelle per l’intrattenimento. Un esempio importante è stato annunciato da parte di Volkswagen, che seppur in un periodo particolare dati gli scandali sulle emissioni dei loro motori, non si ferma sul piano dell’innovazione annunciando che la maggior parte delle vetture commercializzate nel corso del 2016 a marchio Volkswagen saranno compatibili con le più recenti piattaforme di infotainment, ovvero Android Auto, Apple CarPlay e MirrorLink. Non ci resta dunque che aspettare per poterci goderci i nostri viaggi ancor più in sicurezza e comfort.
5-10-15 20… PERCHE' QUESTI 4 NUMERI CAMBIERANNO IL MODO DI VIVERE LO SPORT?
Il mondo dello sport non sarà più lo stesso. Il 5 ottobre 2015 alle ore 20:00 arriva Speffy, lo sport sarà più “Easy” che mai. Speffy è il portale dello sport, il motore di ricerca specifico per centri sportivi e di benessere. Trovare lo sport che cerchi, il centro che fa al caso tuo e le informazioni in merito, non sarà mai stato tanto facile. Perché scegliere Speffy? In che modo potrebbe tornarti utile? Quali sono i vantaggi e le innovazioni che porterebbe nel tuo, personale, modo di approcciarsi allo sport? Ecco 4 utenti tipo che scelgono Speffy, che scelgono di conciliare quindi la voglia di sport alle proprie esigenze: ALESSANDRO: il fitness è il mio mondo. Ho appena rinnovato l’abbonamento annuale nella mia palestra di fiducia, come faccio da anni, ormai sono di casa lì. Ultimamente mi sono appassionato al Crossfit, sono alla continua ricerca di nuove sfide, vorrei iniziare a praticarlo, ma la struttura non è attrezzata a dovere. Grazie a Speffy ho ora la possibilità di farlo dove e quando voglio, senza abbandonare la mia cara, vecchia palestra. GIORGIO: sono un patito del Tennis. Lo pratico da anni. Ultimamente però il mio lavoro mi costringe a viaggiare spesso. Con Speffy prenoto in un attimo, dal mio pc, il campo dove allenarmi. Non c’è meta che non possa raggiungere, mi basta un click. Da ora il lavoro non mi allontanerà più dalla mia passione sportiva. SOFIA: dura la vita della studentessa fuori sede, io ne sono la testimonianza. Non ho un attimo libero e sono sempre nervosa. Devo assolutamente trovare un modo per scaricare lo stress. Un corso di fit boxe farebbe proprio al caso mio. Qui a Roma c’è una palestra ad ogni angolo e io non ne conosco mezza. Il tempo di capire quale sia più vicina alle mie esigenze non c’è, ma c’è Speffy! Imposto i parametri di ricerca e scelgo comodamente il centro adatto, lo sconto del 25% poi… un toccasana per il mio budget limitato. MARTA: sono una casalinga ed una mamma. La palestra che frequento? Casa mia, c’è sempre qualcosa da pulire; i miei personal trainers? I miei figli, stargli dietro è un lavoro a tempo pieno. Eppure, nonostante non stia ferma un attimo, non ho il fisico tonico di un tempo. Ho deciso, prendo in mano la situazione, mi ritaglio un’oretta e la dedico a me stessa per una volta, ma sì… faccio Pilates. Corro su Speffy a cercare il centro più vicino a casa, prenoto il corso per quando avrò un po’ di tempo libero, senza vincoli. Alessandro, Giorgio, Sofia e Marta hanno trovato il loro perché, i vantaggi di iscriversi a Speffy. Il 5-10-15 alle 20 parte Speffy… Collegati a www.speffy.com e scegli il tuo Perché! SPEFFY Make Sport Easy
COME SI INDICIZZA UN SITO – PARTE 1
Nell’era dei vari motori di ricerca ed in particolare di Google, sempre più spesso si sente parlare di indicizzazione e posizionamento di siti web. Ma che cos’è un motore di ricerca e cosa si intende per indicizzazione e posizionamento? Un motore di ricerca è un programma che, su richiesta, analizza un insieme di dati e restituisce un indice dei contenuti disponibili classificandoli in modo automatico. Il più utilizzato sul web è Google, ma in linea di massima tutti i motori di ricerca attualmente esistenti compiono quattro funzioni fondamentali: Scansione del web tramite appositi software detti crawler; Costruzione dell’indice; Calcolo della rilevanza e dell’ordine dei risultati delle ricerche; Presentazione dei risultati delle ricerche. Capito il funzionamento dei motori di ricerca possiamo affrontare il tema sull’ indicizzazione e il posizionamento. Sono i motori di ricerca che indicizzano i siti, questa operazione è semplice e alquanto banale da compiere, infatti, se si utilizza come motore di ricerca Google basta andare sul sito www.google.it/addurl e cliccare su aggiungi url. In altre parole, indicizzare un sito web significa aggiungerlo all’indice di Google, questo “memorizza” le pagine del sito e le rende visibili nelle sue liste di ricerca in base al contenuto presente in esse. A tal proposito è importante sottolineare che i motori di ricerca non possono interpretare testi, vedere immagini o guardare video nella stessa maniera in cui può farlo un essere umano; essi si basano su meta informazioni delle pagine e dei siti per poter ordinare i contenuti secondo una logica pertinente. Da qui, l’importanza dei tag title, e dei meta-tag description, keywords e robots, che sono denominati fattori di successo per l’ottimizzazione dei siti (piuttosto che ranking factors). Come fare praticamente? Il tag title consente al motore di ricerca di capire di cosa “parla” una determinata pagina web, assegnandole appunto un titolo. Il meta-tag description, permette di specificare la descrizione della pagina, ossia un breve riassunto dei contenuti che sono presentati in essa. Il meta-tag keywords, contiene delle parole chiavi mediante le quali si vuole essere ricercati, quindi si tratterà di inserire delle keyword che rimandino ai contenuti della pagina. Il meta-tag robots, fornisce ulteriori informazioni sui contenuti della pagina, più precisamente contiene indicazioni per gli spider. Esempio: <html> <head> <title>Dasir Tech</title> <meta name="description" content="Dasir Tech s.r.l. è una società di informatica, sviluppo web, software e consulenza situata a Casoria in provincia di Napoli. Si occupa principalmente di creazione di software adhoc in ogni linguaggio di programmazione, progettazione e sviluppo di siti web e portali, ricerca e tecnologia."> <meta name="keywords" content=" azienda, informatica, italiana, casoria, napoli, ingegneria, research, ricerca, technology, sviluppo, piattaforme, software, applicativi, gestionali, android, ios, web, agency, factory, siti,"> <meta name="robots" content="index,follow"> </head> <body> Il contenuto della tua pagina web </body> </html> Pertanto, la creazione di contenuti in grado di soddisfare in maniera esaustiva un reale bisogno di ricerca, aumenta notevolmente le possibilità di guadagnare un posizionamento elevato nei risultati. In definitiva possiamo affermare che mentre l’indicizzazione è un processo piuttosto automatico, il posizionamento non è detto che lo sia. Riuscire a posizionare un sito ai “piani alti” di un motore di ricerca è un’impresa piuttosto ardua, ma con qualche direttiva come quelle appena viste si dovrebbe riuscire nell’impresa. Nel prossimo articolo approfondirò il meta-tag robots e vedremo cosa sono gli spider.
MYO, IL BRACCIALE PER CONTROLLARE... QUALSIASI COSA!
Un controller per console? Un telecomando avanzato per tutto il nostro impianto home theater? Un dispositivo domotico con cui controllare la casa? Un controller per i droni ? MYO è tutto questo. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=oWu9TFJjHaM[/youtube] Dalla Thalmic Labs arriva Myo, un bracciale high tech che potrebbe rivoluzionare il concetto di motion control (controllo tramite movimento), un pò come si fa con alcune console moderne. Il suo principio di funzionamento però è diverso, si basa infatti sugli impulsi elettrici che viaggiano nei muscoli del braccio. Myo sfrutta una combinazione di sensori di movimento e 'sensori d'attività', che percepiscono qualsiasi cambiamento e associano le gesture a precisi comandi, capta le trasmissioni elettriche nei muscoli per determinare i gesti elaborati da un processore ARM alimentato da una batteria ricaricabile. Lo scambio di dati fra Myo e il dispositivo da controllare, che sia uno smartphone, tablet o PC, avviene tramite Bluetooth a basso dispendio di energia. Potete ordinare Myo qui per $199. Il potenziale di questa, e altre tecnologie simili, è chiaramente infinito, l’unico limite è la fantasia degli sviluppatori. Infatti Myo offre SDK per le piattaforme più importanti quali Windows, Mac OS X ,iOS, Android, Unity.








