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SMART WORKING: qualche approfondimento sui veri obiettivi del lavoro flessibile

SMART WORKING: qualche approfondimento sui veri obiettivi del lavoro flessibile

Smart Working è una delle parole che sicuramente avrete sentito di più in questi giorni di emergenza sanitaria legata al nuovo Coronavirus. Molti lo definiscono anche “lavoro agile” oppure “lavoro flessibile”, ciononostante la sostanza è sempre quella: lavorare da casa.  Il concetto di lavoro agile ricomprende molteplici aspetti, si passa dalla flessibilità dell’orario e del luogo della prestazione lavorativa fino a forme di welfare aziendale per facilitare i lavoratori genitori o impegnati in forme di assistenza parentale. Con tale procedura, si possono raggiungere diversi obiettivi… ma tre sono le parole chiavi: “Conciliare, innovare e competere”. Fondamentalmente, sono questi i tre diversi obiettivi dello smart working, che si configura come un nuovo approccio all’organizzazione aziendale, in cui le esigenze individuali del lavoratore si contemperano, in maniera complementare, con quelle dell’impresa. Detto ciò è chiaro che Il lavoro agile funziona solo con un’efficace pianificazione da parte del lavoratore e dell’azienda.  Ogni lavoratore deve essere organizzato e trovare in casa un angolo per una postazione di lavoro tranquilla, è pure indispensabile (e non scontata) la collaborazione del coniuge. Le aziende d’altra parte devono offrire ai dipendenti strumenti tecnologici per poter lavorare anche da remoto e accompagnare i lavoratori in questo percorso. Alla luce di tutte queste considerazioni, emerge che da un lato le aziende dovrebbero impegnarsi ad accogliere questo nuovo modello organizzativo partendo dalla formazione manageriale, per far si che i manager siano portatori e sostenitori del cambio culturale. Dall’altro i lavoratori non dovrebbero temere di rivedere e stravolgere il concetto “classico” di giornata lavorativa con orari e postazione fissa. La tecnologia oggi ci permette di lavorare dove e quando vogliamo e le aziende che vogliono ottenere il successo e la soddisfazione dei propri dipendenti, non devono sottovalutare quest’enorme potenziale.

A Disruptive Way of Work

A Disruptive Way of Work

Lo Smart Working day tour fa tappa a Napoli. L'8 Novembre Inside Factory, Be Happy Remotely e Seedble hanno organizzato l’evento dedicato ad un modello lavorativo proficuo, flessibile e redditizio, che si contraddistingue come rottura rispetto a quelli solitamente adottati nelle aziende. Che cos'è lo smart working? È una grande opportunità per le aziende e i lavoratori. Per metterlo in atto è indispensabile un cambiamento nel modo di pensare e di vivere le professionalità, è fondamentale una visione smart che parta dal manager e si diffonda come valore condiviso in tutta l'azienda. All'organigramma gerarchico e verticale va sostituito quello della contaminazione delle conoscenze. L'obiettivo è ripensare al modo di lavorare, ragionando per risultati e non più considerando solo la variabile tempo. Quali i benefici e le debolezze? Aumento della produttività, miglioramento della qualità del lavoro, collaboration, worklife balance, questi sono i benefici segnalati da imprese e P.A. che operano in questa direzione. Soddisfazione, mobilità nei luoghi di lavoro, flessibilità e adeguata padronanza di soft skills contraddistinguono lo Smart Worker di successo. Non mancano però le debolezze, riassumibili nella scarsa digitalizzazione delle aziende, nella preoccupazione di elevati investimenti, nel poco interesse e coinvolgimento del management. I protagonisti Questi sono solo alcuni tra gli spunti di riflessione emersi nel corso dell’evento, che ha visto, tra le altre, la partecipazione di Luisa Errichiello e Tommasina Pianese, ricercatrici dell’IRISS CNR, Antonio Savarese di Enel Italia e Vincenzo Esposito di Assintel, l’associazione nazionale imprese ICT. Particolarmente rilevante l' intervento di Enrico Martines HR Manager Italy Social Innovation di HP Enterprise: "Quello che viene definito lavoro agile, è stato già da tempo implementato attraverso le operazioni di welfare che portavano sui luoghi di lavoro il sostegno alle famiglie. Ne sono stati un esempio Bill Hewlett Packard in HP negli anni '40, quanto le esperienze fatte da Adriano Olivetti in Italia nel periodo del boom economico" Martines testimonia come una grande multinazionale quale HPE stia implementando con successo le politiche dello smart working. DasirTech, applicando tale approccio, sia a livello organizzativo che nella realizzazione del suo prodotto di successo, Speffy, ha preso parte all'evento, sposando appieno la filosofia del lavoro agile. Lo smart working come sfida futuribile: è questa la nuova frontiera del lavoro condiviso.  

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